Domani sono 33 settimane. Solo 7 settimane dal termine, 49 giorni, in teoria.
Già, in teoria, perché in questo periodo non faccio che incontrare donne che mi descrivono fino all'ultimo raccapricciante dettaglio il loro parto prematuro.
Vado all'INPS per il congedo obbligatorio e la gentilissima signora del desk, mentre compila alcuni campi per me, mi racconta dell'emorragia (
fiumi di sangue!!) a fine settimo mese e drammatica corsa in ospedale
(
i 10 minuti più lunghi della mia vita...pensavo di morire...). Ovviamente giusto in quei giorni stavo finendo il settimo mese. Grazie per la sensibilità.
Ieri sono andata alla Prenatal per comprare il necessario per l'ospedale. Ho avuto un mezzo attacco di panico davanti alle dimensioni degli assorbenti post-parto, e la gentilissima commessa, per rassicurarmi, ha pensato bene di raccontarmi con un gran sorriso di quando le si sono rotte le acque all'ottavo mese
(dopo una gravidanza perfetta! ha presente una cosa proprio perfetta? Sì, la mia gravidanza, per esempio) e lei è andata in ospedale già dilatata, ma ha dovuto subire un cesareo (
ho fatto due parti... sorrisone). Meno male che li addestrano per lavorare in quel negozio, figurati se l'avessero lasciata libera di improvvisare. Metterei una legge che vieta di raccontare parti preoccupanti alle donne incinte.
La ciliegina sulla torta è il corso preparto. Prima di cominciare a frequentarlo vivevo nella mia bolla felice di gravidanza eterna, ora mi riehceggiano nella testa parole nuovo come episiotomia e periodo prodromico.
L'ostetrica del corso è molto brava e dai modi piuttosto spicci (penso che l'essere un po' brusca sia una condizione indispensabile per il suo lavoro, altrimenti come potrebbe controllare donne rese folli da doglie e ormoni?), diciamo che non fa giri di parole per addolcire le descrizioni.
Tutte cose nella norma e che hanno fatto milioni di donne prima di me, ok. Ma
io non l'ho mai fatto! e se succede qualcosa? e se qualcosa va storto? e se mi sto preoccupando invano e alla fine avrò un cesareo?
Nel frattempo sono andata su internet: grosso errore.
Manca solo il racconto della donna che partorì sette elefanti gemelli e poi direi che ho trovato letteralmente di tutto. Ma possibile che non ne abbia trovata una che scrivesse "Ho partorito alla 40 settimana, mi sono fatta un po' male ma in 3 ore era finito ed era tutto ok?".
D'altro canto, nella mia generale apprensione anche le - poche- esperienze positive di cui sento mi mettono ansia. Mia madre, dall'alto delle sue tre gravidanze impeccabili e altrettanti parti veloci (con l'ultima figlia non fecero in tempo nemmeno a depilarla, si tolse solo i pantaloni) mi ripete che
partorire è facile. E mi viene l'ansia da prestazione. Se non sono brava come lei? se mi contorco per quattordici ore? Se mia figlia, a differenza mia e delle mie sorelle, non ha fretta di uscire?
Ma perché non posso essere incinta tutta la vita?