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sabato 14 aprile 2012
"Il sesso? da genitori diventa quasi un lavoro"
E se lo dice perfino una come Ilaria D'Amico, che al nono mese pesava meno di me adesso, una che ha la messa in piega incorporata come io ho le sopracciglia incolte, allora posso tirare un sospiro di sollievo.
Sì perché non so voi, ma da quando è nata la pupa, la faccenda _sesso coniugale_è diventata rara e complessa.
Nelle prime settimane di Elena non c'era proprio il pensiero né la pulsione; ai primi timidi tentativi la cicatrice del cesareo tirava orribilmente, e, soprattutto, non avrei mai sprecato preziosi minuti di sonno della piccola in cose cose non fossero dormire a mia volta.
Con il passare delle settimane qualche incontro ravvicinato con Marito c'è stato eh, ed è stato bello, intendiamoci. Però sempre all'ultimo posto nella scala delle cose-da-fare-quando-la-ragazza-dorme, con Dormire sempre saldamente al primo posto, seguito da Fare la doccia e, con il rientro al lavoro, Arrabattare il corso/correggere le tesi. E intanto la mia coppia di anime gemelle, di metà ricongiunte diventava un cliché: dopo un figlio poco sesso&molta fatica, meno complicità&più discussioni.
In tutto ciò il corpo non aiuta per tre validi motivi:
1) la trasformazione. Quando avevo il pancione mi sentivo una meraviglia, con quella sporgenza grande, ma soda e viva. Dopo invece, al posto del sederino sporgente di Elena inutilmente cefalica, pappette molli e ciccia in ricordo. Anche ora che qualche chilo l'ho perso vedo i miei addominali storditi e accovacciati che cercano di riprendersi dopo il taglio. Insomma, anche una volta passato il dolore fisico, resta il disagio di un corpo che straborda dall'immagine che hai di te stessa, che ti mette a disagio.
2) la depilazione. Dai, siamo oneste, ci sono volte in cui si dice di no non per calo di desiderio ma per irsutismo. Non avevo tempo per lavarmi, figuriamoci per depilarmi. E con l'inverno la pelliccia fa caldo, e poi l'estetista chiusa nel solo pomeriggio libero in quattro mesi... idem per i capelli, che se non curati nel mio caso diventano una specie di cespuglio della savana.
3) last but not least. rischio gravidanza. Ora sono rilassata in materia, ma nei primi mesi avevo davvero timore di ritrovarmi Elena in veste di sorellina maggiore, principalmente per l'angoscia al pensiero di un altro parto. E giusto quel giorno che uditeudite!, mi ero depilata e scrostata il pigiama di dosso ho saputo di quella mia compagna di scuola che aveva avuto la seconda bambina a dieci mesi esatti dalla prima. Due figlie in un anno. Inutile raccontare com'è andata quella serata.
Però intanto ho corso il rischio di non avere più un marito ma un coinquilino. Uno che la sera tiene la piccola e dà una mano in casa. E un filo di nostalgia per il "prima" , quando la cosa più bella del mondo ovvero mia figlia non c'era, e tutta l'attenzione era l'uno per l'altra, ogni tanto emerge. E allora, a volte perché mi va, a volte perché anche senza tripudio di ormoni è comunque una cosa bella, mi metto in tiro (giusto un po', dal pigiama all'abito da sera la strada è lunga) e aspetto Marito. E un altro mese di lontananza da un lato dà ampio margine per una seduta dall'estetista di quelle brutali, e dall'altro dà modo di aspettare, contare i giorni, sentirsi di nuovo la ragazzina che non vede il fidanzato da un po'.
E soprattutto dà modo di organizzarsi con le provvidenziali zie per avere campo libero. Occhio Elena amore mio, che la tua vita di figlia unica potrebbe cambiare presto. O forse no, ma avrai una mamma e un papà più contenti in ogni caso.
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venerdì 21 ottobre 2011
In visita
Oggi sono ospite qui. grazie a Maia Calenda per lo spazio sul blog ilmioparto.blogspot.com e per la bella chiacchierata via mail.
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