Oggi 37 settimane più 1. Pupa, siamo ufficialmente a termine. Ovvero, ogni momento è buono perché tu nasca; hai i polmoni maturi e io ho tante contrazioni indolori che mi preparano il canale del parto. Insomma, ci siamo.
Oddio.
Io mi sono sentita la tua mamma nel momento in cui ho visto la seconda pallida striscia sul test di gravidanza e da allora in poi ho fatto tutto quello che potevo e dovevo per proteggerti portando avanti una gravidanza - diciamolo piano, ché ancora non è del tutto finita - fortunata.
E ora che siamo lì per lì, non mi sento pronta manco per niente. Come farò? come ti terrò in braccio? come resisterò alla mancanza di sonno? come riuscirò a non litigare furiosamente con nonne zie prozie e chiunque mi voglia insegnare come crescere mia figlia?
E poi, bimba, anche 'sto fatto del parto: in teoria sono preparatissima, in pratica ho un po' d'angoscia. Mi controllo maniacalmente più volte al giorno: non è che mi si sono rotte le acque? non è che sto cominciando le contrazioni del travaglio? Il gine, che è bravissimo ma è uomo, non ha saputo descrivermi in modo soddisfacente come riconoscerle. Tua nonna, che non è ginecologa ma ha avuto tre figlie con tre parti lampo mi dice solo" Te ne accorgerai quando è il momento, oh se te ne accorgerai". Mi sa che ha ragione lei.
Forse questo stato d'animo un po' strano dipende anche dal fatto che per questi ultimi giorni mi sono trasferita dai nonni, più vicino all'ospedale e con qualcuno a casa quasi tutto il giorno. Da moglie-incinta sono diventata figlia-che-aspetta-una-figlia, e - anche se ADORO che il pranzo si presenti magicamente sul tavolo - un po' mi confonde questo passaggio di ruoli. Esonerata dai lavori domestici, vago per la casa con troppe scale -anf- con il mio vestitiello premaman che fa un po' ridere per come mi sta addosso. Sembro un pupazzetto di plastilina: due palline per i piedi, una palla grande per la pancia, due palline per i seni, una pallina per la testa. A volte cerco di evitare la nonna, perché se mi acchiappa mi tiene ore ad esaminare lenzuolini ricamati, copertine all'uncinetto e robe così. Io non distinguo un ricamo da una stampa, immagina che interessanti queste sedute. Però avrai tante cose belle, fatte apposta per te.
Chiamo il tuo papà meno spesso di quanto vorrei - ovvero ogni paio d'ore invece che ogni 10 minuti - e quando lo sento dire tutto contento "Dai, ci siamo, voglio vedere Pupetta, la voglio vedere!!!" un po' mi intenerisce, un po' lo strozzerei, tanto a lui arriva solo il prodotto finale, mica deve partorirti.
Per fortuna ci sei tu che sei così brava. Cresci, ti fai sentire non appena penso "Ma è un po' che non avverto movimenti", spesso punti il sederotto o un piedino, ogni tanto molli un calcio o una gomitata che lasciano il bozzo, e singhiozzi, preferibilmente di notte. Tua nonna sentenzia "Questa sarà una bambina bravissima, si vede da come si comporta in gravidanza". Io sono un po ' perplessa ma guai a risponderle, spero solo che non ci porti sfiga.
Forse semplicemente ho troppo tempo per pensare e per guardarmi la panza. Poi arriverai e bisognerà fare, senza interruzione. E in realtà, tra tante paranoie, anch'io non vedo l'ora di conoscerti.
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venerdì 10 giugno 2011
giovedì 19 maggio 2011
C'è anche il papà
Trovo molto bella la frase che dice "Quando nasce un bambino nasce anche una mamma", però bisognerebbe aggiungere "e un papà": è vero che gli uomini sono per forza meno coinvolti nella gravidanza - e, diciamoci la verità, quando siamo tonde come mappamondi e con due zampogne al posto dei piedi li odiamo anche un po' per questo - ma vivono l'attesa insieme a noi, crescono con noi e spesso hanno anche più ansie di noi future mamme.
Osservare Marito alle prese con l'idea della bimba in arrivo mi fa oscillare tra tenerezza e divertimento.
All'inizio gli ci è voluto un po' per capire cosa stesse succedendo davvero: abbiamo fatto insieme il test, ci siamo scambiati paure speranze ed emozioni, però, mentre io sono stata in modalità "mamma" dal primo momento" lui è stato spaesato per tutto il primo trimestre. E' sempre stato premuroso con me, attento che stessi bene e non mi stancassi, ma il focus ero ancora io, almeno fino al quarto mese, quando ho cominciato ad arrotondarmi e lui ha realizzato che la mia pancia era soda perché c'era qualcuno dentro.
L'epifania è avvenuta il giorno dell'ecografia morfologica, precisamente quando quella che avevamo scoperto essere una bambina ha scalciato durante l'esame, e abbiamo visto in diretta la gambetta muoversi contro l'utero. Marito è stato silenzioso e un po' stordito per tutto il pomeriggio. A sera, quando si è ripreso dall'emozione, era diventato papà.
Da allora è diventato ancora più ansioso: passi per il divieto del caffè, per i viaggi in auto a 50 km/h fissi, ma la notte in cui mi ha svegliato perché secondo lui mi giravo troppo bruscamente e sballottavo la bambina non sapevo se ridere o arrabbiarmi...
Intanto il papà si faceva una cultura sull'IsoFix e diventava estremamente impressionabile sul parto - lui!- . Inoltre la notizia di essere quasi papà di una bimba lo ha messo in contatto con un universo a lui completamente ignoto, provenendo da una famiglia di maschi. Ha scoperto i vestitini rosa taglia 1-3 mesi e ha cominciato a guardare le bimbe in giro. Anche io mi fermo a guardarle, ma sui genitori faccio un effetto diverso rispetto a un omone di 1 metro e 85 che non si perde una mossa di una paperella di 16 mesi...
Un paio di mesi fa abbiamo visto "Il padre della sposa" (versione anni '90 con Steve Martin), film troppo zuccheroso perfino per me, patita del genere. Lui, cresciuto a Star Trek e Visitors, non si è perso una virgola del film, perché - parole sue - si identificava sia con il futuro sposo che con il padre della sposa, emozionandosi al ricordo del matrimonio e struggendosi all'idea che Pupetta un giorno lo lascerà per un altro uomo.
Qualche giorno fa l'ho trovato a guardare rapito non so che telefilm dove il personaggio principale - uomo - aveva una bimba di un anno al massimo, tonda tonda, che non faceva che ridere e mangiare. Aveva gli occhi a forma di cuore ogni volta che la piccola veniva inquadrata. Unico dettaglio: la bimba era nera come un cioccolatino, a differenza di come sarà la nostra... potere dell'istinto paterno :-)
Io sono preoccupata (oltre che del parto, ma in qualche modo passerà) di essere una buona mamma, mi chiedo se ce la farò, se saprò crescerla bene. Ma mi tranquillizzo perché so già che lui sarà un ottimo papà.
Osservare Marito alle prese con l'idea della bimba in arrivo mi fa oscillare tra tenerezza e divertimento.
All'inizio gli ci è voluto un po' per capire cosa stesse succedendo davvero: abbiamo fatto insieme il test, ci siamo scambiati paure speranze ed emozioni, però, mentre io sono stata in modalità "mamma" dal primo momento" lui è stato spaesato per tutto il primo trimestre. E' sempre stato premuroso con me, attento che stessi bene e non mi stancassi, ma il focus ero ancora io, almeno fino al quarto mese, quando ho cominciato ad arrotondarmi e lui ha realizzato che la mia pancia era soda perché c'era qualcuno dentro.
L'epifania è avvenuta il giorno dell'ecografia morfologica, precisamente quando quella che avevamo scoperto essere una bambina ha scalciato durante l'esame, e abbiamo visto in diretta la gambetta muoversi contro l'utero. Marito è stato silenzioso e un po' stordito per tutto il pomeriggio. A sera, quando si è ripreso dall'emozione, era diventato papà.
Da allora è diventato ancora più ansioso: passi per il divieto del caffè, per i viaggi in auto a 50 km/h fissi, ma la notte in cui mi ha svegliato perché secondo lui mi giravo troppo bruscamente e sballottavo la bambina non sapevo se ridere o arrabbiarmi...
Intanto il papà si faceva una cultura sull'IsoFix e diventava estremamente impressionabile sul parto - lui!- . Inoltre la notizia di essere quasi papà di una bimba lo ha messo in contatto con un universo a lui completamente ignoto, provenendo da una famiglia di maschi. Ha scoperto i vestitini rosa taglia 1-3 mesi e ha cominciato a guardare le bimbe in giro. Anche io mi fermo a guardarle, ma sui genitori faccio un effetto diverso rispetto a un omone di 1 metro e 85 che non si perde una mossa di una paperella di 16 mesi...
Un paio di mesi fa abbiamo visto "Il padre della sposa" (versione anni '90 con Steve Martin), film troppo zuccheroso perfino per me, patita del genere. Lui, cresciuto a Star Trek e Visitors, non si è perso una virgola del film, perché - parole sue - si identificava sia con il futuro sposo che con il padre della sposa, emozionandosi al ricordo del matrimonio e struggendosi all'idea che Pupetta un giorno lo lascerà per un altro uomo.
Qualche giorno fa l'ho trovato a guardare rapito non so che telefilm dove il personaggio principale - uomo - aveva una bimba di un anno al massimo, tonda tonda, che non faceva che ridere e mangiare. Aveva gli occhi a forma di cuore ogni volta che la piccola veniva inquadrata. Unico dettaglio: la bimba era nera come un cioccolatino, a differenza di come sarà la nostra... potere dell'istinto paterno :-)
Io sono preoccupata (oltre che del parto, ma in qualche modo passerà) di essere una buona mamma, mi chiedo se ce la farò, se saprò crescerla bene. Ma mi tranquillizzo perché so già che lui sarà un ottimo papà.
lunedì 18 aprile 2011
Indovina la pancia
Dalle mie parti si sostiene che se una donna incinta ha la pancia "a punta" aspetta un maschio; se ce l'ha rotonda è in attesa di una femmina. E tutti hanno una gran passione nel fare il gioco di "indovina chi c'è nella pancia": sono ormai due mesi che mi fermano perfetti sconosciuti al supermercato, per strada, al bar, finanche in aereo, proponendo la soluzione dell'indovinello con un gran sorriso. Non capisco perchè ci sia questa curiosità spasmodica nel sapere cos'ho nella pancia, soprattutto da parte di chi trenta secondi dopo mi avrà già dimenticato e probabilmente non mi incontrerà mai più: qualche riflesso antico di interesse per la comunità? pura e semplice vogli di fatti altrui? sindrome dell'Uovo di Pasqua per cui devi sapere a tutti i costi qual è la sorpresa dentro l'involucro?
Comuqnue sia, ho sempre creduto che questa storia sia una gran sciocchezza: la forma della pancia dipende dalla conformazione fisica della mamma, dagli accumuli di grasso e dalle dimensioni del/la bambino/a. La questione punta = maschio / rotondità= femmina mi è sempre sembrata così evidentemente connessa con la presenza o assenza di forma fallica che non mi soffermo neanche a parlarne. Lo credo tuttora, ne sono fermamente convinta.
Sta di fatto che TUTTI, e dico TUTTI indovinano che aspetto una bambina. Mai potuta avere la soddisfazione di smentire dall'alto delle mie convinzioni scientifiche.
Anzi no, una volta una persona si è sbagliata. Camminavo nella stazione di Napoli e una donna palesemente strafatta, che barcollava e biascicava, mi ha indicato dicendo "Auguri, è maschio". Per una volta che mi sarei potuta fermare a ribattere...
A voi è successa la stessa cosa? avete confermato o smentito le tradizioni popolari sulla forma della pancia?
Comuqnue sia, ho sempre creduto che questa storia sia una gran sciocchezza: la forma della pancia dipende dalla conformazione fisica della mamma, dagli accumuli di grasso e dalle dimensioni del/la bambino/a. La questione punta = maschio / rotondità= femmina mi è sempre sembrata così evidentemente connessa con la presenza o assenza di forma fallica che non mi soffermo neanche a parlarne. Lo credo tuttora, ne sono fermamente convinta.
Sta di fatto che TUTTI, e dico TUTTI indovinano che aspetto una bambina. Mai potuta avere la soddisfazione di smentire dall'alto delle mie convinzioni scientifiche.
Anzi no, una volta una persona si è sbagliata. Camminavo nella stazione di Napoli e una donna palesemente strafatta, che barcollava e biascicava, mi ha indicato dicendo "Auguri, è maschio". Per una volta che mi sarei potuta fermare a ribattere...
A voi è successa la stessa cosa? avete confermato o smentito le tradizioni popolari sulla forma della pancia?
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sabato 12 marzo 2011
Quello che tutte sanno della gravidanza ma che nessuna ti dice
A me piace moltissimo essere incinta. Adoro sentire la pupa muoversi, mi dà soddisfazione la pancia che lievita - dopo una vita passata a lottare con la bilancia -, mi compiaccio dei capelli folti e lucenti - sì, lo so che non dureranno -. Soprattutto, sono perennemente di buon umore: non so quanto derivi dalla serena gioia di questi mesi, e quanto dalla cascata di estrogeni che ho in circolo, ma per ora mi godo il momento.
Certo, mi informo, leggo cosa è meglio per me e la mia bambina e per fortuna Internet risponde a quasi tutti i miei dubbi: ricotta sì o no? e la camomilla fa bene o male? che succede alla diciottesima settimana? com'è un'ecografia morfologica? Insomma, sono preparatissima.
Eppure ci sono dei momenti della gravidanza di cui non si fa cenno: ci passano tutte ma nessuna sente il bisogno di parlarne:
1) Ti devi depilare a memoria. Devi andare a fare la visita di controllo, o semplicemente non vuoi essere come uno yeti: devi depilarti l'inguine. Tempo medio prima: quattro minuti, con un giro di rasoio sotto la doccia.
Tempo medio adesso: mezz'ora, intirizzita sotto la doccia mentre cerchi di aiutarti con il tatto e con in ricordi, visto che la pancia ti copre la visuale. E solo quando, estenuata, esci e ti cade l'occhio sullo specchio grande del bagno, scopri che più che una depilazione la tua sembra una deforestazione: zone disboscate e sparse aree ancora rigogliose, in un generale panorama di prato maltagliato. La prossima volta ci si depila allo specchio.
2) Russi come un tricheco ubriaco. Ti hanno avvisato che dal quinto mese in poi la pancia preme sulla vena cava se sei sdraiata sulla schiena e che quindi potresti avere un po' di tachicardia. Ti hanno accennato al fatto che, in generale, la pancia esercita pressione su tutto l'addome quindi potresti avere difficoltà respiratorie in posizione supina. Ma perchè nessuno ti ha detto che si scrive "difficoltà respiratorie" e si legge "faro lo stesso rumore di una motosega a massima velocità"? Lo scopri solo quando tuo marito esasperato ti dà una pedata nel cuore della notta, dopo aver sussurrato il tuo nome- chiamato il tuo nome- urlato il tuo nome- averti toccato gentilmente - averti ritoccato gentilmente - preso a scuoterti. O peggio, ti svegli da sola allo stesso rumore del tuo naso.
3) Hai fiumi di secrezioni da ogni dove. Anche lì, ti avevano blandamente avvisato: l'aumento del flusso sanguigno può portare a una maggiore attività secretiva. Traduzione: sudi come a Ferragosto in pieno inverno, hai il naso perennemente intasato (tanto per dare un rinforzo al punto 2), salivi come un lama. E devi cambiare anche tre slip al giorno. No comment.
4) La pancia si ingrandisce a tradimento. Ti alzi una mattina e non ti va più il collant indossato l'altro ieri. Alzi le braccia per prendere il sale sopra il piano cottura e la pancia sfiora la pentola che a te sembrava lontanissima. Ovviamente bollente.
5) C'è ben altro oltre i calci. Perchè si dice che i bimbi nella pancia "scalciano" se una delle loro attività preferite è riempire la mamma di testate? io, dall'alto della mia inesperienza, e anche per la mancanza di informazioni, il mese scorso mi sono impensierita nel non sentire muoversi la bimba per tutto il giorno mentre mi apparivano misteriosi, dolorosi bozzetti ad altezza ombelico. Certo che non scalciava, le veniva molto meglio incornarmi.
6) Vicino all'utero c'è la vescica. Tecnicamente lo sai che laggiù gli organi sono vicini, ma nessuno ti ha mai detto che quando devi fare la pipì, e magari sei in autobus o non puoi lasciare subito quello che stai facendo, l'effetto di un tenero movimento del tuo amore nella pancia è identico a quando prendi a calci un bel pallone gonfio. Solo che sei tu, con la tua vescica, nella parte del pallone. Non calcerò mai più nulla, ora che so come ci si sente dall'altra parte.
7) In realtà c'è qualche problema legato al sesso. Leggi dovunque che in una gravidanza normale il sesso non è controindicato, anzi. Che non fai male al bambino, che non è pericoloso, che non dai fastidio. Ma solo quando ti ci trovi, ti rendi conto di una variabile che nessuno ti propone: che la pupa può essere sveglia. Non so voi, ma se la bimba si muove io non ci riesco. Mi sembra inopportuno. E così, visto che Pupetta scalcia praticamente ogni volta che mi stendo, le già scarse possibilità diminuiscono drasticamente. E se non riesco a farlo con lei sveglia ora, figuriamoci dopo. Resterà figlia unica?
Detto questo, devo aggiungere anche che, fosse per me, resterei incinta tutta la vita, mi piace troppo. O ne riparliamo al nono mese?
Certo, mi informo, leggo cosa è meglio per me e la mia bambina e per fortuna Internet risponde a quasi tutti i miei dubbi: ricotta sì o no? e la camomilla fa bene o male? che succede alla diciottesima settimana? com'è un'ecografia morfologica? Insomma, sono preparatissima.
Eppure ci sono dei momenti della gravidanza di cui non si fa cenno: ci passano tutte ma nessuna sente il bisogno di parlarne:
1) Ti devi depilare a memoria. Devi andare a fare la visita di controllo, o semplicemente non vuoi essere come uno yeti: devi depilarti l'inguine. Tempo medio prima: quattro minuti, con un giro di rasoio sotto la doccia.
Tempo medio adesso: mezz'ora, intirizzita sotto la doccia mentre cerchi di aiutarti con il tatto e con in ricordi, visto che la pancia ti copre la visuale. E solo quando, estenuata, esci e ti cade l'occhio sullo specchio grande del bagno, scopri che più che una depilazione la tua sembra una deforestazione: zone disboscate e sparse aree ancora rigogliose, in un generale panorama di prato maltagliato. La prossima volta ci si depila allo specchio.
2) Russi come un tricheco ubriaco. Ti hanno avvisato che dal quinto mese in poi la pancia preme sulla vena cava se sei sdraiata sulla schiena e che quindi potresti avere un po' di tachicardia. Ti hanno accennato al fatto che, in generale, la pancia esercita pressione su tutto l'addome quindi potresti avere difficoltà respiratorie in posizione supina. Ma perchè nessuno ti ha detto che si scrive "difficoltà respiratorie" e si legge "faro lo stesso rumore di una motosega a massima velocità"? Lo scopri solo quando tuo marito esasperato ti dà una pedata nel cuore della notta, dopo aver sussurrato il tuo nome- chiamato il tuo nome- urlato il tuo nome- averti toccato gentilmente - averti ritoccato gentilmente - preso a scuoterti. O peggio, ti svegli da sola allo stesso rumore del tuo naso.
3) Hai fiumi di secrezioni da ogni dove. Anche lì, ti avevano blandamente avvisato: l'aumento del flusso sanguigno può portare a una maggiore attività secretiva. Traduzione: sudi come a Ferragosto in pieno inverno, hai il naso perennemente intasato (tanto per dare un rinforzo al punto 2), salivi come un lama. E devi cambiare anche tre slip al giorno. No comment.
4) La pancia si ingrandisce a tradimento. Ti alzi una mattina e non ti va più il collant indossato l'altro ieri. Alzi le braccia per prendere il sale sopra il piano cottura e la pancia sfiora la pentola che a te sembrava lontanissima. Ovviamente bollente.
5) C'è ben altro oltre i calci. Perchè si dice che i bimbi nella pancia "scalciano" se una delle loro attività preferite è riempire la mamma di testate? io, dall'alto della mia inesperienza, e anche per la mancanza di informazioni, il mese scorso mi sono impensierita nel non sentire muoversi la bimba per tutto il giorno mentre mi apparivano misteriosi, dolorosi bozzetti ad altezza ombelico. Certo che non scalciava, le veniva molto meglio incornarmi.
6) Vicino all'utero c'è la vescica. Tecnicamente lo sai che laggiù gli organi sono vicini, ma nessuno ti ha mai detto che quando devi fare la pipì, e magari sei in autobus o non puoi lasciare subito quello che stai facendo, l'effetto di un tenero movimento del tuo amore nella pancia è identico a quando prendi a calci un bel pallone gonfio. Solo che sei tu, con la tua vescica, nella parte del pallone. Non calcerò mai più nulla, ora che so come ci si sente dall'altra parte.
7) In realtà c'è qualche problema legato al sesso. Leggi dovunque che in una gravidanza normale il sesso non è controindicato, anzi. Che non fai male al bambino, che non è pericoloso, che non dai fastidio. Ma solo quando ti ci trovi, ti rendi conto di una variabile che nessuno ti propone: che la pupa può essere sveglia. Non so voi, ma se la bimba si muove io non ci riesco. Mi sembra inopportuno. E così, visto che Pupetta scalcia praticamente ogni volta che mi stendo, le già scarse possibilità diminuiscono drasticamente. E se non riesco a farlo con lei sveglia ora, figuriamoci dopo. Resterà figlia unica?
Detto questo, devo aggiungere anche che, fosse per me, resterei incinta tutta la vita, mi piace troppo. O ne riparliamo al nono mese?
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mercoledì 23 febbraio 2011
Nomen omen, ma di cosa?
Cara Pupetta,
per quanto mi piaccia chiamarti Pupetta, mi sa che bisognerà trovarti un nome vero prima o poi.
Quando ho saputo di essere incinta, ho trovato con il tuo papà un nome da maschietto nel giro di pochi giorni: fossi stata un bimbo, ti saresti chiamata Alessandro. Musicale, bel significato, e poi ero stata ad Alessandria d'Egitto che ero incinta di poche settimane: il nome era venuto da sé.
E invece sei una bimba, quindi abbiamo ripreso la confusa rosa di nomi femminili, e qui comincia il bello. A me e al tuo papà piacciono nomi brevi, semplici, possibilmente con poche r e con molte vocali perchè danno un suono più dolce. Quindi fuori dalla lista Lucrezia, Ginevra, Aurora, e via di seguito.
Chiamarti Alessandra no, perchè ormai mi suona come nome maschile, e se poi avrai un fratellino che facciamo?
Nomi di nonne/i proprio no, ne fai contento uno e se ne scontentano tre.
In realtà ci sono dei nomi che mi piacciono, e molto, ma il cognome del tuo papà non permette certi abbinamenti, o ti faresti tutta la scuola dell'obbligo a prese in giro per l'accostamento. E guarda che la scuola dell'obbligo è lunga. Quindi via il mio nome preferitissimo, Chiara, e via anche nomi belli come Viola e Bianca. Peccato.
Al tuo papà piace molto Elettra, per via di una storia sull'ambra, gli elettroni e la figlia di Guglielmo Marconi che lui, da bravo geek, ti saprà spiegare a suo tempo molto meglio di me. Io, a chiamare mia figlia come una che nella mitologia greca uccise la madre, non ci penso proprio. Al limite, glielo concederò alla quinta bambina, quando avremo esaurito ogni altra possibilità.
Poi c'è il capitolo "associazioni nomi-persone" per cui nomi dal bel suono mi ricordano persone cretine, o antipatiche, o insopportabili e non ce la faccio a pensare di chiamarti come certa gente che conosco: quindi via Laura, via Silvia. Per Lara c'è una par condicio, con una fantastica cugina americana da un lato, e una zitella inacidita dall'altro.
E allora, mi dirai, che resta? mica mi vorrai chiamare Pupetta sul serio?
Andiamo con la rosa dei nomi candidati, ognuno dei quali ha pro e contro, ché altrimenti era troppo facile.
Paola. Dovresti nascere a fine giugno, quindi intorno al 29, San Paolo appunto. Sai che anch'io mi sarei dovuta chiamare Paola? poi all'ultimo momento i tuoi nonni cambiarono idea (tra l'altro potremmo avere anche lo stesso compleanno io e te, ci pensi? io sì, così si concentrererebbero tutti su di te e dimenticherebbero il numero dei miei anni, finalmente). Tuo papà non è molto convinto però.
Elena. Questo è stato proprio il tuo nome per un po', lo sai? Ci piaceva, breve, dolce, significa "splendente come il sole". Poi però, parlando con nonne e parenti, è uscito che alla maggior parte di loro questo nome sa di vecchio, perchè Sant'Elena è la patrona di un paesino delle nostre parti, e quindi ci sono palate di vecchiette più o meno centenarie con questo nome, per di più storpiato in Lena. Quindi, chiamandoti Elena, io penserei alla donna più bella del mondo, che fece scoppiare una guerra tra Greci e Troiani, e molti altri a orde di prozie al sapor di naftalina.
Angela. Semplice, classico, significa messaggera di Dio. Bello no? la questione non è tanto che nella mia famiglia ci siano diverse Angela e composti di Angela (me compresa), quanto che nella famiglia di papà c'è una storia triste legata ad una Angela, e non sono affatto sicura di volerti dare questo nome pesante da portare, tu che sei così piccolina.
Sara. Mi piace, mi piace da pazzi. Semplice, breve, significa principessa. Però se vai in un asilo e chiami "Sara" ti saltano addosso la metà delle bambine, essendo il secondo nome più diffuso tra le nuove nate negli ultimi anni. Voglio chiamare mia figlia come la figlia di mezza Italia?
E poi la new entry di pochi giorni fa, il nome cui non avresti mai pensato, pronunciato insieme al cognome dalla nonna, mia madre, con noncuranza e già in tono rinunciatario. Francesca.
Lungo, con un sacco di consonanti, il contrario di quello che cercavamo. Però sta benissimo con il cognome, ed è così musicale...Quando ho sentito mia madre pronunciarlo mi è scattato lo stesso click che ho avuto con Alessandro qualche mese fa. L'ho riconosciuto come il nome.
Problema: è il nome della zia Francy, mia sorella. Questo implica che: 1) chi la tiene l'altra zia, mia sorella? 2) come la mettiamo con la famiglia di papà - e non avrebbero nemmeno torto vista la questione con il nome Angela- ?
Insomma Pupetta, siamo ancora in alto mare con il tuo nome, non so se basteranno altri quattro mesi per sceglierne uno.Speriamo ci arrivino in aiuto le blog-amiche con proposte e suggerimenti.
Comunque, se proprio non ci riusciamo, non ti preoccupare, abbiamo una soluzione d'emergenza: aspetteremo che tu parli, così te lo scegli da sola.
per quanto mi piaccia chiamarti Pupetta, mi sa che bisognerà trovarti un nome vero prima o poi.
Quando ho saputo di essere incinta, ho trovato con il tuo papà un nome da maschietto nel giro di pochi giorni: fossi stata un bimbo, ti saresti chiamata Alessandro. Musicale, bel significato, e poi ero stata ad Alessandria d'Egitto che ero incinta di poche settimane: il nome era venuto da sé.
E invece sei una bimba, quindi abbiamo ripreso la confusa rosa di nomi femminili, e qui comincia il bello. A me e al tuo papà piacciono nomi brevi, semplici, possibilmente con poche r e con molte vocali perchè danno un suono più dolce. Quindi fuori dalla lista Lucrezia, Ginevra, Aurora, e via di seguito.
Chiamarti Alessandra no, perchè ormai mi suona come nome maschile, e se poi avrai un fratellino che facciamo?
Nomi di nonne/i proprio no, ne fai contento uno e se ne scontentano tre.
In realtà ci sono dei nomi che mi piacciono, e molto, ma il cognome del tuo papà non permette certi abbinamenti, o ti faresti tutta la scuola dell'obbligo a prese in giro per l'accostamento. E guarda che la scuola dell'obbligo è lunga. Quindi via il mio nome preferitissimo, Chiara, e via anche nomi belli come Viola e Bianca. Peccato.
Al tuo papà piace molto Elettra, per via di una storia sull'ambra, gli elettroni e la figlia di Guglielmo Marconi che lui, da bravo geek, ti saprà spiegare a suo tempo molto meglio di me. Io, a chiamare mia figlia come una che nella mitologia greca uccise la madre, non ci penso proprio. Al limite, glielo concederò alla quinta bambina, quando avremo esaurito ogni altra possibilità.
Poi c'è il capitolo "associazioni nomi-persone" per cui nomi dal bel suono mi ricordano persone cretine, o antipatiche, o insopportabili e non ce la faccio a pensare di chiamarti come certa gente che conosco: quindi via Laura, via Silvia. Per Lara c'è una par condicio, con una fantastica cugina americana da un lato, e una zitella inacidita dall'altro.
E allora, mi dirai, che resta? mica mi vorrai chiamare Pupetta sul serio?
Andiamo con la rosa dei nomi candidati, ognuno dei quali ha pro e contro, ché altrimenti era troppo facile.
Paola. Dovresti nascere a fine giugno, quindi intorno al 29, San Paolo appunto. Sai che anch'io mi sarei dovuta chiamare Paola? poi all'ultimo momento i tuoi nonni cambiarono idea (tra l'altro potremmo avere anche lo stesso compleanno io e te, ci pensi? io sì, così si concentrererebbero tutti su di te e dimenticherebbero il numero dei miei anni, finalmente). Tuo papà non è molto convinto però.
Elena. Questo è stato proprio il tuo nome per un po', lo sai? Ci piaceva, breve, dolce, significa "splendente come il sole". Poi però, parlando con nonne e parenti, è uscito che alla maggior parte di loro questo nome sa di vecchio, perchè Sant'Elena è la patrona di un paesino delle nostre parti, e quindi ci sono palate di vecchiette più o meno centenarie con questo nome, per di più storpiato in Lena. Quindi, chiamandoti Elena, io penserei alla donna più bella del mondo, che fece scoppiare una guerra tra Greci e Troiani, e molti altri a orde di prozie al sapor di naftalina.
Angela. Semplice, classico, significa messaggera di Dio. Bello no? la questione non è tanto che nella mia famiglia ci siano diverse Angela e composti di Angela (me compresa), quanto che nella famiglia di papà c'è una storia triste legata ad una Angela, e non sono affatto sicura di volerti dare questo nome pesante da portare, tu che sei così piccolina.
Sara. Mi piace, mi piace da pazzi. Semplice, breve, significa principessa. Però se vai in un asilo e chiami "Sara" ti saltano addosso la metà delle bambine, essendo il secondo nome più diffuso tra le nuove nate negli ultimi anni. Voglio chiamare mia figlia come la figlia di mezza Italia?
E poi la new entry di pochi giorni fa, il nome cui non avresti mai pensato, pronunciato insieme al cognome dalla nonna, mia madre, con noncuranza e già in tono rinunciatario. Francesca.
Lungo, con un sacco di consonanti, il contrario di quello che cercavamo. Però sta benissimo con il cognome, ed è così musicale...Quando ho sentito mia madre pronunciarlo mi è scattato lo stesso click che ho avuto con Alessandro qualche mese fa. L'ho riconosciuto come il nome.
Problema: è il nome della zia Francy, mia sorella. Questo implica che: 1) chi la tiene l'altra zia, mia sorella? 2) come la mettiamo con la famiglia di papà - e non avrebbero nemmeno torto vista la questione con il nome Angela- ?
Insomma Pupetta, siamo ancora in alto mare con il tuo nome, non so se basteranno altri quattro mesi per sceglierne uno.Speriamo ci arrivino in aiuto le blog-amiche con proposte e suggerimenti.
Comunque, se proprio non ci riusciamo, non ti preoccupare, abbiamo una soluzione d'emergenza: aspetteremo che tu parli, così te lo scegli da sola.
sabato 12 febbraio 2011
Cara pupetta
Allora sei una femmina. E' sicuro.
Quando ti ho visto nell'ecografia premorfologica eri di spalle, con questa spina dorsale lunga e fitta come un pettinino. Chiusa in fondo, fatta bene in ogni parte. Brava. I reni, la vescica, le gambe, tutto a posto. Poi ti abbiamo visto il sederino, di profilo, e lì sotto assolutamente piatto, da signorina quale sei.
Poi l'ecografista ha messo la sonda al lato dell'ombelico, dove a volte sentivo dei dolorini sospetti e ben piazzati, che non sapevo identificare, e che un po' mi facevano impensierire quando per un paio di giorni non sentivo i tuoi calcetti, delicati e leggeri. E ho scoperto che lì, al lato sinistro dell'ombelico, c'era la tua testolina (ma quando sei diventata così alta? l'ultima volta eri un pesciolino di una decina di centimetri), e che nei giorni in cui mi struggevo perchè non ti sentivo scalcettare, in realtà mi riempivi di testate ben assestate. Cominciamo bene, signorina...
Dormivi dando le spalle all'esterno, come faccio io a letto, e mi hanno spedito a fare un giro per farti svegliare e cambiare posizione. Un'ora dopo eri perfettamente sveglia. E sempre di spalle. L'ecografista ha picchiettato con la sonda per sollecitarti, ma non c'è stato niente da fare, non ne hai voluto sapere di girarti e farti vedere. Allora lui ha girato me come un salame sul lettino e in qualche modo ti abbiamo vista. Siamo arrivati anche al tuo faccino, appoggiato sulla mano. Muovevi la bocca, e la manina. Che emozione...
Poi l'ecografista ha fatto un gioco di prestigio e dallo schermo piatto è spuntato il tuo visino a tre dimensioni, e mi è saltato un battito a guardarti in faccia, sai? E il tuo papà ha avuto un mezzo mancamento.
Tra dieci giorni facciamo la morfologica vera e propria, non vedo l'ora di vederti. Ma mi raccomando bimba, di fronte, stavolta, che non sta bene dare le spalle in pubblico.
Quando ti ho visto nell'ecografia premorfologica eri di spalle, con questa spina dorsale lunga e fitta come un pettinino. Chiusa in fondo, fatta bene in ogni parte. Brava. I reni, la vescica, le gambe, tutto a posto. Poi ti abbiamo visto il sederino, di profilo, e lì sotto assolutamente piatto, da signorina quale sei.
Poi l'ecografista ha messo la sonda al lato dell'ombelico, dove a volte sentivo dei dolorini sospetti e ben piazzati, che non sapevo identificare, e che un po' mi facevano impensierire quando per un paio di giorni non sentivo i tuoi calcetti, delicati e leggeri. E ho scoperto che lì, al lato sinistro dell'ombelico, c'era la tua testolina (ma quando sei diventata così alta? l'ultima volta eri un pesciolino di una decina di centimetri), e che nei giorni in cui mi struggevo perchè non ti sentivo scalcettare, in realtà mi riempivi di testate ben assestate. Cominciamo bene, signorina...
Dormivi dando le spalle all'esterno, come faccio io a letto, e mi hanno spedito a fare un giro per farti svegliare e cambiare posizione. Un'ora dopo eri perfettamente sveglia. E sempre di spalle. L'ecografista ha picchiettato con la sonda per sollecitarti, ma non c'è stato niente da fare, non ne hai voluto sapere di girarti e farti vedere. Allora lui ha girato me come un salame sul lettino e in qualche modo ti abbiamo vista. Siamo arrivati anche al tuo faccino, appoggiato sulla mano. Muovevi la bocca, e la manina. Che emozione...
Poi l'ecografista ha fatto un gioco di prestigio e dallo schermo piatto è spuntato il tuo visino a tre dimensioni, e mi è saltato un battito a guardarti in faccia, sai? E il tuo papà ha avuto un mezzo mancamento.
Tra dieci giorni facciamo la morfologica vera e propria, non vedo l'ora di vederti. Ma mi raccomando bimba, di fronte, stavolta, che non sta bene dare le spalle in pubblico.
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