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domenica 27 novembre 2011

Five months

Cara Pupetta,

oggi compi cinque mesi! sembra ieri, sembra un'ora fa, sembra un minuto fa. Ti tenevo in braccio stravolta e dolorante per i punti di un cesareo d'urgenza, e tu eri bellissima, rosea e piena di capelli neri. Piangevi e dormivi, nient'altro, ogni tanto aprivi gli occhi di un color blu innocenza.
E ora, solo un minuto dopo eccoti qui, bionda, sempre rosea e con gli occhi grigio-verde. Quante cose hai imparato a fare in cosi poco tempo... sai metterti seduta (anche se ancora non sai restarci), sai afferrare gli oggetti, sai tirare i capelli della mamma, gli orecchini della zia, la barba del papà, sai toccarmi il viso con quelle manine cicce  e perfette, sai fare un sproposito di vocalizzi a decibel non misurabili, sai puntare i piedi (in senso proprio e figurato).
E tra un minuto avrai sei mesi, tra due avrai un anno, e fra tre minuti avrai il primo fidanzato. Come si fa a far bloccare il tempo, e a farlo correre insieme?

mercoledì 14 settembre 2011

Cara pupetta

Cara Pupetta
 (in realtà un nome ce l'hai, scelto pochissimo tempo prima che tu nascessi. Dopo aver vagliato una decina di possibilità ti abbiamo dato il primo nome cui avevamo pensato quando eri ancora un puntino nella mia pancia: Elena, e i tuoi cugini americani ti chiamano Elèna)
dicevo,

Cara Pupetta,

Hai due mesi e mezzo e ti guardo dormire spaparanzata nella culla. Distesa sulla schiena, le braccine in alto ai lati della testa, le gambe divaricate e piegate, la testa di lato, insomma nella classica posizione da sonno di un neonato.
Solo che neonata non sei più, vai per i tre mesi e mi sembri grande, grandissima. Il pediatra dice che cresci lunga e sarai alta, io vedo che i vestitini taglia 3 mesi ti stanno già corti e non faccio in tempo a comprarti qualcosa di nuovo che già non ti va più. Pesi sei chili, mica poco! quando ti metto nel marsupio e andiamo in giro mi ritrovo già con la schiena a pezzi. Sei morbida e hai le piegoline sulle gambe cicciotte, sulle braccia, hai delle guanciotte tonde e lisce come pesche, roba da far venire voglia di mangiarti.

Ma la cosa più bella sono gli occhi: ancora non si capisce di che colore, con lo stesso taglio di quelli del papà, sono mobilissimi e vivaci, bevi con lo sguardo questo mondo nuovissimo pieno di stimoli. Mi dicono che sembri più grande della tua età proprio per questo sguardo attento, io non so se sia vero perché sei la prima bimba così piccola che vedo, e nel dubbio faccio scongiuri di nascosto perché con tutti questi complimenti (quant'èbella quant'èattiva quanticapelli etc) non ti prendano all'occhio come si dice dalle nostre parti (scherzo! ma fino a un certo punto).

Due mesi fa a quest'ora eri un'esserino minuscolo (oddio, andavi comunque per i quattro chili eh!) forse ancora spaventata da questa dimensione in cui ti eri ritrovata. Piangevi spesso, dormivi pochino e quando ti giravi per istinto a cercare il seno mi facevi piangere per il dolore di non avere latte. Oggi sei grande e cominci ad affacciarti al mondo, almeno al tuo, fatto di cose morbide (e perlopiù rosa), luci e suoni che ti interessano e ti stancano, persone che ti parlano con vocine sceme (ma non io, io ti prendo sul serio, sei piccola, mica stupida! addolcisco il tono di voce ma niente baby talking, e infatti riconosci la mia voce anche quando parlo con i grandi).
Cresci così in fretta che è meglio fermarsi a fissare come sei e cosa fai ora, tra un paio di settimane già sarai molto più avanti. E quindi ecco cosa fai oggi, a 2 mesi e 17 giorni:

- osservi tutto ad occhi spalancati. Non so fin dove tu riesca a vedere, ma di sicuro quello che riesci a mettere a fuoco non sfugge alla tua analisi. All'imbrunire quando siamo per strada guardi la luce dei lampioni come se non ti capacitassi per lo stupore.Ogni tanto ti incanti alle variazioni di luce della televisione, e fin da quando avevi dieci giorni hai una passione per la luce che filtra dalle persiane, e per le righe. Tua zia Francy ha indossato la stessa camicia da notte a grosse righe bianche e verdi non so per quanto tempo, per l'onore di essere guardata da te

- hai una passione folle per la giostrina delle api. Santa e benedetta quella giostrina: basta qualche giro di carica e parte il carillon, le apine volano, e tu hai imparato a seguirle con lo sguardo. All'inizio ti sfuggivano, poi hai capito che se alzavi la testa continuavi a vederle e ora riesci a a fare un giro completo con gli occhi. La tua preferita, manco a dirlo, è a righe nere e gialle, poi viene una tutta gialla con le ali viola

- sorridi. All'inizio erano riflessi, si vedeva chiaramente, anche se era comunque bello vederti assumere quell'espressione. poi hai cominciato a sorridere a chi ti sorrideva e ora sorridi tu per prima quando vedi me o il papà (o il tuo carillon preferito, nella tua testa siamo in quattro in questa famiglia: mamma, papà, Pupetta e il carillon a forma di coccinella). Credo tu sorrida perché mi riconosci e magari sei pure contenta di vedermi. Mi sciolgo ogni volta, e non parliamo di papà: con un sorriso già l'hai in pugno a due mesi, chissà che gli farai fare a due anni.

- fai un sacco di versetti. A volte chiami,  per attirare l'attenzione. Quando giochi lanci gridolini, soprattutto alla vista della tua ape preferita, oppure fai dei gorgoglii e sostieni strane conversazioni con papà che ti fa versetti a sua volta e andate avanti così per buoni dieci minuti. A volte "parli" quando senti la mia voce. Sei deliziosa quando gorgheggi.

- ti succhi appassionatamente le dita. Hai da poco scoperto le manine, che apri e chiudi bene. A volte ti aggrappi al biberon così forte che devo far forza anch'io per bilanciare: non ti fidi di come lo tengo? preferisci fare da sola? Più spesso afferri le mie dita, i capelli, le orecchie, quello che ti capita a tiro per esercitarti. la sensazione di quei ditini piccoli e già affusolati mi intenerisce ogni volta.
Più spesso ti afferri una manina con l'altra e te le sfreghi in una posa buffa. appena ti cade il ciuccio ti ficchi alla velocità della luce le dita in bocca. Mica il pollice come gli altri bambini, no: tu ti succhi medio e anulare insieme, preferibilmente della mano sinistra, non so come fai. A volte provi a metterti in bocca tutte e due le mani, per fortuna non ci sei ancora riuscita.

- tanto ti piace farti il bagnetto quanto detesti uscirne. Ti asciugo ogni volta tra urla feroci. Credo che il problema di fondo sia che non hai capito che dall'acqua si esce bagnati e non ti piace la sensazione dell'acqua sulla pelle una volta uscita dalla vasca. Già mi immagino quando sarai in grado di camminare, ti dovrò inseguire per tutta la casa per asciugarti. In compenso lecchi l'acqua (che sa di cereali) con un certo gusto

- ti piace la musica, in particolare ti piace sentir cantare. Il mio repertorio è limitato purtroppo. In attesa di imparare canzoncine al tuo livello ti canto quello che mi viene in mente. Quando devo intrattenerti perché hai fame ed è ancora presto per la pappa ti canto, cullandoti energicamente, Samarcanda, una delle poche canzoni che conosco per intero. Per ora apprezzi e ti acquieti per seguire il ritmo, ma immagino che da grande appena ti capiterà di sentirla ti verrà fame e non saprai  perché...

-dormi. A lungo e profondamente. Ti piace proprio dormire amore! hai preso da me a quanto pare. E io, per quanto rimpianga le lunghe notti di sonno di qualche mese fa non mi posso proprio lamentare, perché mi fai riposare e mi fai addirittura venire voglia che ti svegli perché mi mancano i tuoi occhi e i tuoi versetti, dal momento dalla sera alla mattina dopo ti fai tredici-quattordici ore di sonno quasi filate (shhhht! non diciamolo troppo forte, ché ci portiamo sfortuna da sole)

Insomma ElenaPupetta, si potrebbe pensare che fai semplicemente le cose tipiche di un bimbo della tua età. Agli occhi degli altri sei solo una bella bimba di due mesi e mezzo, ma in verità sei unica e speciale e di sicuro non ce n'è un'altra come te. Parola della tua mamma, l'oggettività in persona.

sabato 10 settembre 2011

Nove ore - ode alla tettarella n.2-

Di sonno. Profondo e pulito.
Quasi ininterrotte. Giusto un giro per dare il ciuccio alle 6 e un'ipocrita domanda al marito alle 7: "Vuoi che vada io a preparare il latte?", e poi girata dall'altra parte. E il bello è che ERO SVEGLIA. Abbastanza riposata da essere lucida a sufficienza per non mettere il caffè nel biberon e il Mellin 1 nella tazzina. Alle 7:30 tutti e tre a ronfare appassionatamente fino alla mia sveglia spontanea alle 10.
Alle 10!!!
Caffè, lavatrice e alle 10:30 seconda poppata a Elena che ancora dormiva, la stella. Oggi è il primo giorno a 6 poppate (fino a ieri 7) e, soprattutto, il secondo giorno di tettarella 2m+. Da mezz'ora a dieci minuti di poppata. Bimba rapidamente soddisfatta e assonnata. Mamma felice e in grado di correre la maratona. Papà non pervenuto, ancora dorme.

PS. E speriamo di non portarci sfiga da soli con il sonno. Per me va bene anche se non dorme un solo minuto fino a stasera, ho fatto scorta stanotte!

venerdì 10 giugno 2011

A termine

Oggi 37 settimane più 1. Pupa, siamo ufficialmente a termine. Ovvero, ogni momento è buono perché tu nasca; hai i polmoni maturi e io ho tante contrazioni indolori che mi preparano il canale del parto. Insomma, ci siamo.
 Oddio.
Io mi sono sentita la tua mamma nel momento in cui ho visto la seconda pallida striscia sul test di gravidanza e da allora in poi ho fatto tutto quello che potevo e dovevo per proteggerti portando avanti una gravidanza - diciamolo piano, ché ancora non è del tutto finita - fortunata. 
E ora che siamo lì per lì, non mi sento pronta manco per niente. Come farò? come ti terrò in braccio? come resisterò alla mancanza di sonno? come riuscirò a non litigare furiosamente con nonne zie prozie e chiunque mi voglia insegnare come crescere mia figlia?

E poi, bimba, anche 'sto fatto del parto: in teoria sono preparatissima, in pratica ho un  po' d'angoscia. Mi controllo maniacalmente più volte al giorno: non è che mi si sono rotte le acque? non è che sto cominciando le contrazioni del travaglio? Il gine, che è bravissimo ma è uomo, non ha saputo descrivermi in modo soddisfacente come riconoscerle. Tua nonna, che non è ginecologa ma ha avuto tre figlie con tre parti lampo mi dice solo" Te ne accorgerai quando è il momento, oh se te ne accorgerai". Mi sa che ha ragione lei.

Forse questo stato d'animo un po' strano dipende anche dal fatto che per questi ultimi giorni mi sono trasferita dai nonni, più vicino all'ospedale e con qualcuno a casa quasi tutto il giorno. Da moglie-incinta sono diventata figlia-che-aspetta-una-figlia, e - anche se ADORO che il pranzo si presenti magicamente sul tavolo - un po' mi confonde questo passaggio di ruoli. Esonerata dai lavori domestici, vago per la casa con troppe scale -anf- con il mio vestitiello premaman che fa un po' ridere per come mi sta addosso. Sembro un pupazzetto di plastilina: due palline per i piedi, una palla grande per la pancia, due palline per i seni, una pallina per la testa. A volte cerco di evitare la nonna, perché se mi acchiappa mi tiene ore ad esaminare lenzuolini ricamati, copertine all'uncinetto e robe così. Io non distinguo un ricamo da una stampa, immagina che interessanti queste sedute. Però avrai tante cose belle, fatte apposta per te.

Chiamo il tuo papà meno spesso di quanto vorrei - ovvero ogni paio d'ore invece che ogni 10 minuti - e quando lo sento dire tutto contento "Dai, ci siamo, voglio vedere Pupetta, la voglio vedere!!!" un po' mi intenerisce, un po' lo strozzerei, tanto a  lui arriva solo il prodotto finale, mica deve partorirti.

Per fortuna ci sei tu che sei così brava. Cresci, ti fai sentire non appena penso "Ma è un po' che non avverto movimenti", spesso punti il sederotto o un piedino, ogni tanto molli un calcio o una gomitata che lasciano il bozzo, e singhiozzi, preferibilmente di notte. Tua nonna sentenzia "Questa sarà una bambina bravissima, si vede da come si comporta in gravidanza". Io sono un po ' perplessa ma guai a risponderle, spero solo che non ci porti sfiga.

Forse semplicemente ho troppo tempo per pensare e per guardarmi la panza. Poi arriverai e bisognerà fare, senza interruzione. E in realtà, tra tante paranoie, anch'io non vedo l'ora di conoscerti.

lunedì 4 aprile 2011

Benvenuta nel III trimestre

Cara Pupetta,

stai diventando grande, sai? stai per compiere 28 settimane, e io l'altro giorno quasi  mi sentivo male all'idea che tra sole 10 settimane avrò portato a termine la tua gravidanza. Mi sembra ieri che giravo con un'espressione ebete e incredula all'idea di essere incinta, ed eccoci qua.

Scalci tanto, e spesso. Brava. Cresci. Bravissima. Peccato solo per i miei piedi a salsicciotto che, tra un po', complice anche il caldo improvviso, diventeranno zampogne. Ieri ho avuto la bella idea di mettere un paio di ballerine e sono tornata a casa con un blocco unico dal ginocchio in giù.

Io e papà parliamo tanto di te, tantissimo. Siamo i migliori genitori teorici del mondo. Che poi, sono sicura, finirà come una mamma blogger ha acutamente sintetizzato: "Ero una brava mamma prima di avere figli". Almeno ci proverò, pupa, a fare la brava mamma, meno male che voi bambini crescete comunque, nonostante le cure dei genitori.

Come vedi, continuo a chiamarti Pupetta. Ancora niente nome, ma almeno la rosa si è ridotta a due: Elena e Alessandra.
Elena piace a papà, e anche a me non dispiace. Però io ho riscoperto Alessandra, scartato all'inizio, sempre per la questione che quando eri un fagiolino di poche settimane ti ho portato ad Alessandria d'Egitto e non riuscirò mai a pensare a quel lungomare bianco e azzurro sul Mediterraneo senza ricordarmi come mi sentivo ebete e felice. Vedremo; io continuo a pensare che devo vederti in faccia prima di scegliere come chiamarti.

Ogni tanto sento qualche piccola contrazione indolore, dicono che sia normale ma io mi preoccupo lo stesso. Lavoro fino al 20 aprile, detestando ogni giorno di lezione; poi starò a casa a covarti, non vedo l'ora. Uscirò solo per andare al corso preparto, che ho appena cominciato. Ti ricordi quella volta che abbiamo ascoltato per mezz'ora un pallosissimo cd new age mentre io respiravo forte? ecco è stato allora. Non so se hai notato anche che a un certo punto la tua mamma si è messa, in mezzo a dieci perfette sconosciute, a fare esercizi per il pavimento pelvico, immaginando, come diceva l'ostetrica, di tirar su un chicco d'uva con i muscoli vaginali. Bimba, non mangeremo più uva in questa casa, sappilo.

La settimana prossima andiamo dal ginecologo, non vedo l'ora di vederti; l'ultima volta misuravi trenta centimetri ed eri podalica. Lo sei ancora, a giudicare dai calcioni al basso ventre, e ora, per divertirti di più, dai anche pugni che mi fanno sobbalzare la pancia. L'altro giorno ho ho sentito un dolore sordo ben sopra l'ombelico e, mettendo la mano, ho percepito chiaramente un bozzo che premeva. Ti ho accarezzato la testolina e mi sono anche un po'emozionata, era parecchio che non mi incornavi come si deve.

Ti ho sognata qualche notte fa. In verità somigliavi molto a zia Francy da piccola, e  nel  sogno ero arrabbiatissima con tutti perchè ti volevano vedere, portandoti via da me. Credo di soffrire già di ansia da separazione dal pancione. Ora sei mia-tutta-mia, dopo sarai una personcina con un milione di zie e tanti ficcanaso che vorranno toccarti. La mamma dovrà prendere il valium, per superare il distacco.
Intanto la nonna materna, incurante del mio divieto, ti ha comprato body e lenzuola e camicini e un PIUMINO, giusto per portarsi avanti con il lavoro, visto che nasci a giugno con il caldo. La nonna paterna sta uncinettando l'impossibile, ed è così contenta di farlo che io non so come dirle che non ti metterei un bavaglino all'uncinetto " per bellezza" come vorrebbe lei, nemmeno se fossi sotto acidi.

Di notte continuo a russare come un grizzly ubriaco, e anche di giorno, mi dicono. Povero papà. Ho comprato una supermutanda che mi sostiene la pancia che mi aiuta con la schiena ma, se non la faccio sparire al più presto, ridurrà a zero le possibilità che tu abbia un fratellino, anche se papà si sta abituando a tutto in questi mesi.
Continuo a parlare di prosciutto crudo almeno una volta al dì, non mi stupirei se tu nascessi con il logo del Consorzio del Prosciutto di Parma da qualche parte.

Ecco, avrei tante altre cose da dirti ma tu stai scalciando e so già che non smetterai finchè non mi alzo e passeggiamo un po'. Adesso andiamo, pupa.

mercoledì 23 febbraio 2011

Nomen omen, ma di cosa?

Cara Pupetta,

per quanto mi piaccia chiamarti Pupetta, mi sa che bisognerà trovarti un nome vero prima o poi.
Quando ho saputo di essere incinta, ho trovato con il tuo papà un nome da maschietto nel giro di pochi giorni: fossi stata un bimbo, ti saresti chiamata Alessandro. Musicale, bel significato, e poi ero stata ad Alessandria d'Egitto che ero incinta di poche settimane: il nome era venuto da sé.
E invece sei una bimba, quindi abbiamo ripreso la confusa rosa di nomi femminili, e qui comincia il bello. A me e al tuo papà piacciono nomi brevi, semplici, possibilmente con poche r  e con molte vocali perchè danno un suono più dolce. Quindi fuori dalla lista  Lucrezia, Ginevra, Aurora,  e via di seguito.

Chiamarti Alessandra no, perchè ormai mi suona come nome maschile, e se poi avrai un fratellino che facciamo?

Nomi di nonne/i  proprio no, ne fai contento uno e se ne scontentano tre.

In realtà ci sono dei nomi che mi piacciono, e molto, ma il cognome del tuo papà non permette certi abbinamenti, o ti faresti tutta la scuola dell'obbligo a prese in giro per l'accostamento. E guarda che la scuola dell'obbligo è lunga. Quindi via il mio nome preferitissimo, Chiara, e via anche nomi belli come Viola e Bianca. Peccato.

Al tuo papà piace molto Elettra, per via di una storia sull'ambra, gli elettroni e la figlia di Guglielmo Marconi che lui, da bravo geek, ti saprà spiegare a suo tempo  molto meglio di me. Io, a chiamare mia figlia come una che nella mitologia greca uccise la madre, non ci penso proprio. Al limite, glielo concederò alla quinta bambina, quando avremo esaurito ogni altra possibilità.

Poi c'è il capitolo "associazioni nomi-persone" per cui nomi dal bel suono mi ricordano persone cretine, o antipatiche, o insopportabili e non ce la faccio a pensare di chiamarti come certa gente che conosco: quindi via Laura, via Silvia. Per Lara c'è una par condicio, con una fantastica cugina americana da un lato, e una zitella inacidita dall'altro.

E allora, mi dirai, che resta? mica mi vorrai chiamare Pupetta sul serio?
Andiamo con la rosa dei nomi candidati, ognuno dei quali ha pro e contro, ché altrimenti era troppo facile.

Paola. Dovresti nascere a fine giugno, quindi intorno al 29, San Paolo appunto. Sai che anch'io mi sarei dovuta chiamare Paola? poi all'ultimo momento i tuoi nonni cambiarono idea (tra l'altro potremmo avere anche lo stesso compleanno io e te, ci pensi? io sì, così si concentrererebbero tutti su di te e dimenticherebbero il numero dei miei anni, finalmente). Tuo papà non è molto convinto però.

Elena. Questo è stato proprio il tuo nome per un po', lo sai? Ci piaceva, breve, dolce, significa "splendente come il sole". Poi però, parlando con nonne e parenti, è uscito che alla maggior parte di loro questo nome sa di vecchio, perchè Sant'Elena è la patrona di un paesino delle nostre parti, e quindi ci sono palate di vecchiette più o meno centenarie con questo nome, per di più storpiato in Lena. Quindi, chiamandoti Elena, io penserei alla donna più bella del mondo, che fece scoppiare una guerra tra Greci e Troiani, e molti altri a orde di prozie al sapor di naftalina.

Angela. Semplice, classico, significa messaggera di Dio. Bello no? la questione non è tanto  che nella mia famiglia ci siano diverse Angela e composti di Angela (me compresa), quanto che nella famiglia di papà c'è una storia triste legata ad una Angela, e non sono affatto sicura di volerti dare questo nome pesante da portare, tu che sei così piccolina.

Sara. Mi piace, mi piace da pazzi. Semplice, breve, significa principessa. Però se vai in un asilo e chiami "Sara" ti saltano addosso la metà delle bambine, essendo il secondo nome più diffuso tra le nuove nate negli ultimi anni. Voglio chiamare mia figlia come la figlia di mezza Italia?

E poi la new entry di pochi giorni fa, il nome cui non avresti mai pensato, pronunciato insieme al cognome dalla nonna, mia madre, con noncuranza e già in tono rinunciatario. Francesca.
Lungo, con un sacco di consonanti, il contrario di quello che cercavamo. Però sta benissimo  con il cognome, ed è così musicale...Quando ho sentito mia madre pronunciarlo mi è scattato lo stesso click che ho avuto con Alessandro qualche mese fa. L'ho riconosciuto come il nome.
Problema: è il nome della zia Francy, mia sorella. Questo implica che: 1) chi la tiene l'altra zia, mia sorella? 2) come la mettiamo con la famiglia di papà - e non avrebbero nemmeno torto vista la questione con il nome Angela- ?

Insomma Pupetta, siamo ancora in alto mare con il tuo nome, non so se basteranno altri quattro mesi per sceglierne uno.Speriamo ci  arrivino in aiuto le blog-amiche con proposte e suggerimenti.
Comunque, se proprio non ci riusciamo, non ti preoccupare, abbiamo una soluzione d'emergenza: aspetteremo che tu parli, così te lo scegli da sola.

sabato 12 febbraio 2011

Cara pupetta

Allora sei una femmina. E' sicuro.
Quando ti ho visto nell'ecografia premorfologica eri di spalle, con questa spina dorsale lunga e fitta come un pettinino. Chiusa in fondo, fatta bene in ogni parte. Brava. I reni, la vescica, le gambe, tutto a posto. Poi ti abbiamo visto il sederino, di profilo, e lì sotto assolutamente piatto, da signorina quale sei.

Poi l'ecografista ha messo la sonda al lato dell'ombelico, dove a volte sentivo dei dolorini sospetti e ben piazzati, che non sapevo identificare, e che un po' mi facevano impensierire quando per un paio di giorni non sentivo i tuoi calcetti, delicati e leggeri. E ho scoperto che lì, al lato sinistro dell'ombelico, c'era la tua testolina (ma quando sei diventata così alta? l'ultima volta eri un pesciolino di una decina di centimetri), e che nei giorni in cui mi struggevo perchè non ti sentivo scalcettare, in realtà mi riempivi di testate ben assestate. Cominciamo bene, signorina...

Dormivi dando le spalle all'esterno, come faccio io a letto, e mi hanno spedito a fare un giro per farti svegliare e cambiare posizione. Un'ora dopo eri perfettamente sveglia. E sempre di spalle. L'ecografista ha picchiettato con la sonda per sollecitarti, ma non c'è stato niente da fare, non ne hai voluto sapere di girarti e farti vedere. Allora lui ha girato me come un salame sul lettino e in qualche modo ti abbiamo vista. Siamo arrivati anche al tuo faccino, appoggiato sulla mano. Muovevi la bocca, e la manina. Che emozione...
Poi l'ecografista ha fatto un gioco di prestigio e dallo schermo piatto è spuntato il tuo visino a tre dimensioni, e mi è saltato un battito a guardarti in faccia, sai? E il tuo papà ha avuto un mezzo mancamento.

Tra dieci giorni facciamo la morfologica vera e propria, non vedo l'ora di vederti. Ma mi raccomando bimba, di fronte, stavolta, che non sta bene dare le spalle in pubblico.